Formalizzare le responsabilità.

La chiave di lettura – la vera chiave di lettura –, a conti fatti, è esattamente questa: formalizzare la responsabilità.

Formalizzare le responsabilità significa mettere i collaboratori nella condizione di capire – recte: d’avere chiaro – chi deve fare che cosa e come.

Non è vero – non è sempre vero – che, nelle PMI, a mancare sono validi collaboratori.

Ma è vero – è certamente vero – che, soprattutto nel PMI, a mancare, spesso, è la formalizzazione della responsabilità.

Perché aver formalizzato le responsabilità – aver saputo formalizzare davvero le responsabilità –, a ben guardare, significa aver compreso – e davvero, questa, non è cosa immediata – che organizzare è sinonimo di ragionamento per modelli.

Le strutture complesse – PMI comprese, tali innegabilmente essendo, in chiave, in primis, soggettiva, anche le PMI – devono poter essere governate in modo razionale.

Perché ciò che è prioritario, nell’ambito d’una struttura complessa e, dunque, anche d’una PMI, è costruire percorsi seguendo i quali la stessa possa razionalmente programmare – pianificare? – a priori le proprie decisioni.

Senza che le stesse – questo, a ben guardare, è il punto – risultino “vittima” dell’urgenza quotidiana.

Di quell’urgenza quotidiana che, evidentemente, in assenza di ragionamento per modelli, non può che travolgere la razionalità (che dovrebbe essere) propria del governo aziendale.

Ma ragionare per modelli non è cosa semplice.

Perché è cosa che implica, in primis, una corretta messa a fuoco delle sfide proprie dell’attualità.

Un’attualità sempre meno disposta a “perdonare” chi, ancora oggi, pretenda di stare sul mercato non essendo adeguato.

Adeguato a livello organizzativo e, dunque, strutturale.