Nel settore agroalimentare italiano, eccellenza riconosciuta a livello mondiale, la sicurezza alimentare rappresenta non solo un obbligo normativo ma un valore strategico fondamentale.

L’adozione di un modello organizzativo e gestionale ex d.lgs. 8-6-2001, n. 231 (MOG 231) orientato alla prevenzione dei reati alimentari si configura, oggi più che mai, come uno strumento indispensabile per le imprese che operano lungo tutta la filiera, dalla produzione primaria alla distribuzione finale.

I più rilevanti rischi per le imprese del settore derivano principalmente dalle frodi in commercio, che trovano applicazione in caso di prodotti con etichettature false o non conformi alle caratteristiche dichiarate e dai reati informatici, che trovano applicazione nel caso di falsificazione di sistemi informatici di tracciabilità alimentare.

La giurisprudenza ha sviluppato principi particolarmente rigorosi nella valutazione delle responsabilità nel settore alimentare. Sul punto, s’è affermato che la mera esistenza formale di un piano di autocontrollo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici) non è sufficiente a escludere la responsabilità penale dell’operatore del settore alimentare poiché il piano di autocontrollo esiste solo se funziona e previene tempestivamente ed in concreto i rischi alimentari.

Alla luce di quanto precede, l’implementazione di un MOG 231 idoneo ed efficace per la prevenzione dei reati alimentari richiede un approccio sistemico che prenda in considerazione l’intera catena del valore, integrandosi armonicamente con la complessa normativa settoriale che governa la sicurezza alimentare.

Il MOG 231 deve rispondere alle esigenze previste dall’art. 6 del d.lgs. 8-6-2001, n. 231 individuando le attività nel cui ambito può insidiarsi il rischio di commissione di reati e prevedere, di conseguenza, specifici protocolli/procedure di controllo.

La gestione delle risorse finanziarie.
L’art. 6, comma 2, lett. c), d.lgs. 8-6-2001, n. 231 richiede di “individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati”.
Prescrizione, quest’ultima, che, nel settore alimentare, si traduce nella necessità di implementare controlli sui costi di produzione che potrebbero incentivare l’uso di materie prime non conformi o pratiche fraudolente.
Alla luce di quanto precede, il MOG 231 deve prevedere rigorose procedure di qualificazione dei fornitori, con particolare attenzione alla verifica delle certificazioni di qualità, dei sistemi di autocontrollo e della documentazione di tracciabilità.

I canali interni di segnalazione whistleblowing.
Il comma 2-bis dell’art. 6, d.lgs. 8-6-2001, n. 231 prevede espressamente che i modelli organizzativi includano canali di segnalazione interna.

Nel settore alimentare, questi strumenti assumono particolare rilevanza anche in considerazione della complessità delle operazioni e del necessario coinvolgimento di numerosi soggetti esterni.

I canali, infatti, devono essere accessibili non solo ai dipendenti, ma anche ai fornitori, distributori e partner commerciali che potrebbero venire a conoscenza di irregolarità.

La protezione dell’anonimato, la garanzia della riservatezza della segnalazione e la tutela dalle possibili ritorsioni rappresentano elementi essenziali per garantire l’efficacia degli anzidetti canali.

La formazione.
Il MOG 23 deve prevedere una chiara definizione delle responsabilità, l’erogazione di attività di formazione specializzata e sistemi di monitoraggio continuo.

L’Organismo di vigilanza.
L’art. 6, comma 1, lett. b), d.lgs. 8-6-2001, n. 231 richiede che “il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento [sia] affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo”.

Nel settore alimentare, l’Organismo di vigilanza deve avere competenze specifiche o potersi avvalere, nei limiti del budget concessogli dall’ente a garanzia della sua autonomia e indipendenza, di consulenti specializzati.

In conclusione.
Le principali catene di distribuzione richiedono sempre più di frequente certificazioni e garanzie sulla sicurezza della filiera produttiva.

Un sistema di prevenzione efficace, infatti, riduce significativamente il rischio di richiami di prodotti, sanzioni amministrative e danni reputazionali, con conseguenti importanti benefici economici indiretti.

Nel settore agroalimentare italiano, dove l’eccellenza produttiva rappresenta un patrimonio a livello mondiale, il MOG 231 rappresenta lo strumento più efficace per trasformare la compliance alimentare in un vantaggio competitivo sostenibile, preservando l’eccellenza del Made in Italy.

Avv. Luca Bertazzoni

Di seguito, un’infografica riassuntiva: