Intervista all’avv. Guido Sola a cura della Gazzetta di Modena

L’avvocato Guido Sola: «La misura è colma: avanti così non si può più andare»

«Quando destinatario dell’odio social è un politico, a prescindere da eventuali denunce finalizzate a tutelare la propria incolumità, bene sarebbe a mio parere evitare automatiche querele e ragionare. Pubblicamente. A beneficio della comunità tutta. Per stigmatizzare in modo strutturato e strutturale la sub-cultura che, sola, conduce a vergare consimili commenti».

A intervenire sul caso scoppiato a Sassuolo, con il sindaco Matteo Mesini che è finito nel mirino di un violento commento pubblicato da una donna sotto un post di un consigliere di Fdl, è l’avvocato penalista Guido Sola.

«Ciò non toglie che, nel dibattito politico – prosegue Sola -, non ci possa essere nessuno spazio, nemmeno social, per consimili incivili. Chi non è capace d’esprimere le proprie idee se non odiando deve tacere. E soprattutto deve essere isolato. Perché deve essere chiaro a tutti che non esiste nessun diritto alla violenza, nemmeno verbale, in favore di nessuno».

L’avvocato poi è chiaro, e sottolinea: «Di fronte a sì gravi accadimenti peraltro non ci deve essere nessuna contrapposizione politica. Quando s’arriva a incitare alla violenza contro una persona, non ci devono essere né sinistra né destra. Perché è proprio in questi casi che la politica si deve compattare solidalmente per indirizzare le persone verso lidi improntati a vera riflessione». Proseguendo il suo intervento, chiarisce: «Il problema a ben guardare non è quello di non esasperare ulteriormente il clima, ma quello di chiarire a tutti che, fuor di dibattito rispettoso in primis dell’avversario politico, non ci sono e non ci possono essere ragioni. L’odio social deve essere contrastato. Anche tecnicamente. E sotto questo profilo davvero non è dato capire quando il legislatore anche europeo comprenderà che la misura è colma e che avanti così non si può andare. Ma dell’odio social la politica non deve mai essere, nemmeno indirettamente, fiancheggiatrice. Nemmeno nel tentativo, malinteso, ma sempre accattivante a livello prospettico, di sfruttare l’occasione per guadagnare punti a detrimento dell’avversario. Perché l’odio social è un boomerang. E un boomerang, per sua natura, torna sempre indietro».